SINTESI FINALE (STEP #24)


Eccoci giunti all'ultima tappa di questo interessante percorso nell'anatomia della cassettiera, viaggio iniziato alla pagina 241 del catalogo Ikea 2019, con la cassettiera BRIMNES nell'ambito del corso di "Storia delle Cose" tenuto dal Professore Vittorio Marchis,  presso il Politecnico di Torino.

La Cassettiera, silenziosa comparsa nella storia e nella vita dell'uomo, potrebbe sembrare l'oggetto meno idoneo a far parlare di se e a ritagliarsi uno spazio di primaria importanza in un blog dedicato, ma un'attenta ricerca e anatomia di questa "cosa domestica", ha portato a spunti di riflessione importanti e ad una rivalutazione globale di ciò che in molti danno per scontato.

La riscoperta della cassettiera è coincisa con l'analisi dettagliata delle parole che la definiscono nelle principali lingue del mondo e del significato dei termini che si usano per riferirsi tanto ad essa quanto alle sue parti costitutive (significati e nomi), per poi passare ad uno sguardo sistemico sui materiali e i processi tecnologici con cui è realizzata (how it's made). 

Fondamentale è stata inoltre l'ottica storica, necessaria per inserire la cassettiera in un costrutto e valutarla in base ad esso. Si sono aperti così i cataloghi (storici e commerciali) di ogni periodo e si è ricostruita la storia di aziende che l'hanno sempre prodotta, ponendo un'attenzione particolare sulla Steelcase e David Hunting, inventore nel 1919 della cassettiera in acciaio  e figura certamente rilevante per il progresso storico e sociale di questo oggetto. Una piccola curiosità è stata invece ritrovare la cassettiera nei francobolli.

Non poteva però certamente mancare l'approccio artistico all'oggetto, sorprendentemente pieno di contenuti in vari ambiti, dalla letteratura alla pittura, il tutto contornato da un insolito pragmatismo nei proverbi della cassettiera che si distaccano decisamente dall'idilliaco "sogno nel cassetto". Così sulle note di Lucha Lopez e dei The Afters, neanche il mondo dei fumetti o quello fantascientifico sono stati trascurati, evidenziando il ruolo di attrice della cassettiera in pellicole cinematografiche kolossal e di recente successo. In tal senso la cassettiera non sfigura nemmeno nel piccolo schermo, assoluto centro in una trasmissione RAI individuata in un approfondimento. 

Rinnovare l'interesse per il design d'interni ci ha permesso di passare alla dimensione del domestico e del quotidiano, nel semplice ruolo più abituale per la cassettiera di oggetto d'arredamento, proposto e riproposto in molti annunci commerciali convenzionali e in qualche pubblicità insolita. Guardare alla vita di ogni giorno fa però anche rendere conto di come la cassettiera compaia sotto gli occhi di tutti ripetutamente in vari momenti, a non più di trenta centimetri di distanza, come simbolo sullo smartphone.

Il progresso tecnologico e scientifico ha inevitabilmente interessato anche la cassettiera che si è trasformata per adattarsi ad esigenze e usi differenti, ben diversi da quelli previsti nei primi brevetti depositati.
Non sono però mancati cenni bibliografici e alcuni sperimentalismi letterari, finalizzati a comprendere meglio l'espressività naturale dell'oggetto come una tassonomia e un abecedario della cassettiera. 

Per i più curiosi ci sono anche degli aspetti personali e particolari sui miei ricordi e sulla mia vita, scaturiti da un momento di riflessione pianificato nel corso.

Appare dunque chiaro, alla fine di questo riassunto dell'anatomia e riscoperta della cassettiera, il titolo del blog "Architettura e custodia della nostra storia". Conoscendola meglio la cassettiera si è svincolata da quel ruolo di semplice oggetto domestico, ma si è costruita una propria storia, tante piccole parti recitate alla perfezione e che ne fanno sempre un mobile d'arredamento, ma decisamente molto più affine a chi recita assieme ad esso. 












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